SdG news

notizie da testate locali e altro su Napoli e dintorni

Altre news dai quotidiani di oggi 15-11-2008

Pubblicato da SdG su 15 Novembre 2008


(Dal quotidiano Il Mattino di Napoli del 15/11/2008)

Decumani, troppe bancarelle: si cambia

LUIGI ROANO
Rivoluzione a San Gregorio Armeno: le bancarelle dovranno essere collocate in maniera da consentire il transito dei mezzi di soccorso e la verifica dei sottoservizi. Vale a dire che visto il poco spazio a disposizione si cambia e da subito, nella strada celebre nel mondo per la fiera dei pastori. Per le bancarelle ci saranno solo i posti previsti dal riordino. L’assessore competente Mario Raffa dopo una settimana di riflessione ieri ha svelato il piano che partirà verosimilmente dalla prossima settimana e che vede coinvolta la Protezione civile e anche i vigili urbani. Prevede in pratica il rispetto delle regole: «La collocazione dei banchetti mobili di vendita dovrà consentire – si legge in una nota a firma dell’assessore – nei limiti della ristrettezza degli spazi in cui è ubicata la fiera, eventuali controlli e verifiche dei sottoservizi sottostanti il manufatto stradale; il transito di mezzi di emergenza o di soccorso, vigili del fuoco, mobilità di soggetti portatori di handicap, nonché dei residenti». Insomma dietro la rivoluzione si cela la lotta all’abusivismo, perché secondo quanto trapela alcune associazioni di San Gregorio Armeno avrebbero denunciato alle autorità appunto il proliferare di bancarelle nel periodo natalizio. Inoltre ci sarebbe la sovrintendenza che avrebbe contestato in maniera formale la presenza delle stesse bancarelle che invadono in alcuni periodi anche lo spazio antistante la chiesa di San Lorenzo. Se ne saprà di più nei prossimi giorni, di certo ormai esiste un caso che porta il nome della strada dei pastori e che riguarda anche la sicurezza. Perché le vie di fuga sono inesistenti o intasate. Raffa però non intende acreare allarmismo ma ha già fissato per il 20 gennaio un tavolo con gli artigiani di San Gregorio Armeno dove mettere mano al Natale 2009. Tuttavia non si può non fare nulla da subito: «La fiera – spiega l’assessore – fa parte della tradizione culturale di Napoli ed è una importante occasione di valorizzazione della produzione artigianale della città. È una manifestazione che vogliamo migliorare, a vantaggio dei cittadini, dei turisti, dei commercianti, nonché dei lavoratori e dei residenti dell’area». È per questo motivo che Raffa ha varato un piano articolato di concerto con l’assessore Luigi Scotti (Legalità). «Metteremo in campo delle azioni specifiche per consentire il massimo accesso possibile in condizioni di sicurezza, predisponendo ad esempio possibili vie di fuga, come del resto è stato già fatto in altri mercati della città». In realtà San Gregorio Armeno Sarà il cuore del piano che investirà tutta l’area dei Decumani: «La protezione civile – si legge ancora nella nota – sarà presente con volontari e personale in accompagnamento su tutta l’area dei Decumani, con una dotazione di defibrillatori portatili. Le strutture comunali, con il supporto dell’Asl, provvederanno a dare garanzia anche sotto l’aspetto della sicurezza e della salute dei cittadini e dei turisti».

Sant’Agostino alla Zecca per il restauro 1,6 milioni

GERARDO AUSIELLO
Un milione e 600mila euro. È la cifra stanziata dal governo Berlusconi per il restauro della storica chiesa di Sant’Agostino alla Zecca, chiusa da 28 anni. I fondi serviranno per completare i lavori del tetto e della facciata, pesantemente danneggiati dal terremoto del 23 novembre 1980. Da allora è iniziato il calvario del tempio, uno dei più belli di Napoli, la cui ristrutturazione è andata avanti a singhiozzo per mancanza di finanziamenti e lungaggini burocratiche. Fino alla decisione di questi giorni del premier Silvio Berlusconi e del ministro Sandro Bondi, che si sono impegnati per l’imminente riapertura. «Siamo lieti – hanno spiegato giovedì durante la visita in città – di poter contribuire al recupero di un luogo così significativo per i napoletani». Non è escluso, inoltre, che lo stesso Bondi possa tornare all’ombra del Vesuvio nei prossimi giorni per seguire le operazioni di restyling che dovrebbero concludersi nel 2009: a spingere per il sopralluogo dell’esponente del governo e di una delegazione di parlamentari è il Comitato Sant’Agostino che fin dall’inizio segue le sorti della chiesa immersa nel degrado. Sono in corso contatti con la sovrintendenza e il ministero dei Beni culturali per tenere l’iniziativa proprio il 23 novembre, giorno dell’anniversario del terremoto dell’80. «Le dichiarazioni di queste ore ci confortano – spiegano Salvatore Castiello e Gianfranco Wurzburger, promotori del Comitato che ha anche realizzato un gruppo su Facebook – Speriamo che non passi troppo tempo per rivedere aperta Sant’Agostino e che si provveda contestualmente alla sua vigilanza, cura, pulizia. La gente di Forcella ha bisogno di segnali attendibili di vicinanza da parte del governo, di concretezza e rinascita del territorio. Tutelare i monumenti può essere una risorsa per Forcella. Puntiamo sulla cultura, la vera svolta per Napoli». Nel corso degli anni la chiesa si è trasformata in un cantiere: è infatti impossibile entrare dall’ingresso principale, bisogna salire in ascensore da un portone del corso Umberto. È un cantiere dal quale da tempo sono state tolte le opere d’arte superstiti trasportabili. Restano gli affreschi di Giacinto Diano, il pulpito in marmo di Porto Venere e ancora le tombe del musicista settecentesco Niccolò Jommelli e del servo di Dio, Giovan Battista Jossa, usciere del Tribunale ai tempi di Murat. Il finanziamento dell’esecutivo non basterà, invece, per il restauro del campanile e delle catacombe, dove c’è la cripta con le ossa venerate (come si faceva alle Fontanelle) e dove negli anni Ottanta furono trovate armi dei clan della camorra. Intanto sul Filangieri le acque restano agitate dopo lo scontro a distanza tra Bondi e il sindaco Rosa Russo Iervolino. «Il museo, di proprietà degli eredi Filangieri – spiega l’assessore comunale alla Cultura Nicola Oddati – è chiuso al pubblico dal ’99 ma è considerato a tutti gli effetti un bene della città». Così l’Amministrazione stanzia annualmente un contributo di 200mila euro per il personale e la sorveglianza della struttura. Il problema è che il cronologico dei pagamenti procede a rilento a causa della scarsa liquidità dell’ente (da qui l’invito del primo cittadino al ministro Giulio Tremonti a sbloccare i 100 milioni di euro previsti per Palazzo San Giacomo) e il ritardo accumulato è di circa un anno e mezzo. «Nei prossimi giorni concederemo al conte Gianpaolo Leonetti, direttore del Filangieri, un’anticipazione di 60mila euro sulla somma dovuta. Siamo poi in attesa che la Regione approvi il progetto di ristrutturazione del museo grazie ai fondi europei. Così potrà essere nuovamente visitabile».

L’Esercito a Terzigno, missione discarica

FRANCESCO GRAVETTI Terzigno.
La presa di possesso, da parte dell’Esercito, dell’area destinata ad ospitare due discariche in pieno Parco Vesuvio, a Terzigno, è avvenuta nelle prime ore della mattinata di ieri. Tutti hanno osservato con stupore la lunga fila di veicoli militari (una sessantina in tutto, non solo dell’Esercito ma anche di polizia, carabinieri e finanza) attraversare via Zabatta, la strada panoramica che conduce al Vesuvio, e fermarsi in località Pozzelle. I soldati hanno recintato la zona e segnato il limite oltre il quale nessuno può accedere, mentre all’interno dell’area i tecnici dello staff del sottosegretario Guido Bertolaso hanno cominciato ad effettuare i primi rilievi. Un lavoro meticoloso, compiuto senza grandi disturbi: qualche curioso ha osservato da lontano, ma a nessuno ha protestato. Si tratta, in pratica, dell’atto che fa da preludio all’apertura, ormai imminente, delle due discariche. Una sarà realizzata nella zona che prima ospitava l’invaso della Sari e l’altra, a pochi metri di distanza, nell’area dell’ex cava Vitiello. È previsto il conferimento di 700mila tonnellate di immondizia, ma in realtà in due siti hanno la capacità di contenerne molto di più. Nonostante tra Bertolaso ed i rappresentanti dell’amministrazione comunale ci siano stati, negli ultimi tempi, numerosi incontri e nonostante la fede berlusconiana del sindaco Domenico Auricchio («Qualunque sia l’indicazione del premier, io la seguirò», ha detto più volte), l’arrivo dell’Esercito ha colto di sorpresa la politica locale, che subito è corsa ai ripari. Nel pomeriggio di ieri, il presidente del consiglio comunale Pietro Apuzzo ha convocato i capigruppo ed ha fissato, in tutta fretta, una seduta consiliare straordinaria per lunedì alle 15. Una data che non piace all’opposizione, che la ritiene tardiva ed è pronta a dare battaglia, accusando l’esecutivo di aver volutamente rinunciato alla battaglia. Dice Vincenzo Sangiovanni, capogruppo del Pd che perse al ballottaggio contro Auricchio: «Da più di un mese abbiamo chiesto che delle discariche si parlasse in consiglio comunale, ma la convocazione non è mai arrivata. Che senso ha vedersi adesso che la frittata è praticamente fatta? La verità è che il nostro territorio è già devastato da decenni di incuria, i tumori sono in aumento e l’arrivo della spazzatura finirà per distruggerlo definitivamente». Sulla stessa lunghezza d’onda il circolo di Legambiente della vicina Ottaviano. Spiega Pasquale Raia: «Il Governo abbia almeno il coraggio di escludere il Parco nazionale del Vesuvio dall’elenco delle aree protette. È inimmaginabile che in una riserva naturale passino 150 camion al giorno pieni di immondizia», mentre per l’assessore ai parchi della provincia di Napoli, l’esponente dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, «è davvero un brutto momento per il Parco Vesuvio. È paradossale che, nello stesso giorno in cui al Parco del Partenio si piantano 500 nuovi alberi, in quello del Vesuvio si dà inizio all’arrivo dei rifiuti». Tra la gente, però, non soffiano affatto venti di guerra, piuttosto di rassegnazione: «Tanto si sapeva che prima o poi la discarica apriva», dicono in piazza i terzignesi.

Asl, Bassolino chiede i conti ai manager

PAOLO MAINIERO
La fase è delicata, il governo chiede risposte certe, sui conti serve chiarezza: è la sintesi del sermoncino che il presidente Bassolino ha tenuto ieri ai direttori generali delle Asl e delle aziende sanitarie convocati in Regione dopo la diffida. La sanità rischia il commissariamento e per il governatore occorre «a tutti i costi uno sforzo straordinario» per uscire dall’emergenza. I manager hanno ascolato in silenzio il discorsetto di Bassolino e non ha aperto bocca nemmeno l’assessore Montemarano. Solo Mario Santangelo, direttore del Pascale e coordinatore dei manager, al termine ha preso la parola per assicurare che le aziende faranno di tutto per ottemperare alle richieste del presidente. I direttori si riuniranno mercoledì prossimo. Bassolino è stato chiaro. «È evidente – ha esordito – che è stato fatto tanto ma non basta. Siamo nella fase decisiva, occorre uno sforzo straordinario». Insomma, il governatore ha riconosciuto il lavoro sin qui svolto ma, rifacendosi a una metafora ciclistica, ha chiesto ai manager di insistere sui pedali per affrontare l’ultima salita. Bassolino ha spiegato ai direttori generali che il governo ha diffidato la Regione basando la sua decisione sull’andamento della spesa storica degli ultimi anni per cui si attende per la fine del 2008 uno sforamento di circa 300 milioni. Dietro l’angolo si nasconde il commissariamento ma per Bassolino esistono tutti i presupposti per evitarlo. «Abbiamo – ha detto – il dovere di portare avanti una politica di rigore e di conti in ordine e dobbiamo farlo, ed è questa la sfida che ci attende, garantendo la qualità dell’assistenza». Il primo step sarà l’approvazione in Consiglio, entro il 30 novembre, del Piano ospedaliero. «Ma non basta», ha aggiunto Bassolino ai manager con i quali ha sostenuto che occorre intervenire anche sui bilanci. Per questo il governatore ha chiesto ai direttori generali di presentare subito i conti delle aziende. «Abbiamo il dovere – ha spiegato – di fare il punto subito. Al 31 dicembre manca un mese e mezzo ed è possibile già oggi avere dati certi». Il presidente ha dunque chiesto ai manager di presentare entro pochi giorni un quadro dello stato dei conti così da consentire alla giunta di adottare le necessarie misure per rientrare nei parametri del piano di rientro. «È stata una riunione positiva. C’è una fase di oggettiva difficoltà ma possiamo uscirne. La cosa più importante è approvare il piano per avere interventi strutturali. Le Asl hanno già tagliato molto e andare oltre potrebbe mettere a rischio l’assistenza», ha detto Santangelo. I dati al terzo trimestre dicono che ci sono aziende virtuose ma anche altre che mantengono forti disavanzi. È il caso della Asl Napoli 1 (+ 6,7 per cento rispetto agli obiettivi assegnati), del Cardarelli (+10,3), delle tre Asl salernitane. Per non parlare dei policlinici con il +27,3 dell’ateneo federiciano e il +20,4 della Sun. Numeri che per il Pdl portano diritti al commissariamento. «A meno che – dice Enzo Rivellini – Montemarano non si dimetta subito e Bassolino garantisca a Berlusconi che sostituisce in tempi rapidi i manager che non si sono dimostrati capaci».

Corecom, l’ira del Pdl «Annullare il voto»

Il Pdl non ci sta. La piega che ha preso l’elezione del Corecom, con il centrodestra che resta fuori dal comitato per le comunicazioni, non va giù al centrodestra che chiede l’annullamento del voto perchè, sostiene, «sono stati lesi i diritti dell’opposizione». Il Pdl annuncia che diserterà la seduta di giovedì prossimo quando si dovrebbe procedere al ballottaggio per eleggere altri due componenti. «Faremo battaglie intransigenti su tutto se le cose non dovessero cambiare – dice il capo dell’opposizione Franco D’Ercole -. La maggioranza ha organizzato un sistema per cui alla fine si è ritrovata con più rappresentanti eletti di quanti ne aspettasse. Bassolino deve invitare i suoi a dimettersi per cedere il posto ad altri». Anche Paolo Romano, capogruppo di Forza Italia, ribadisce «che non c’era alcun accordo con la maggioranza anche perchè se ci fosse stata, visto come è finita, vorrebbe dire che non l’hanno rispettato. Se la maggioranza non si assume la responsabilità di quest’azione non potrà esserci più alcuna forma di dialogo». In linea anche Enzo Rivellini. «L’Agcom – sostiene il capogruppo di An – non potrà riconoscere alcuna elezione se nel Corecom non ci saranno esponenti dell’opposizione». Nell’opposizione chiede l’azzeramento anche il Nuovo Psi-Mpa, che pure è stato accusato dagli alleati del Pdl di essersi sfilato. «Dalla triste giornata di giovedì – dice il capogruppo Massimo Grimaldi – emerge un dato inconfutabile, la disgregazione del Pd e l’ingenuità del centrodestra. Per recuperare un minimo di dialogo azzeriamo tutto, modifichiamo la legge e portiamo l’organismo da nove a cinque unità». Contestano le procedure anche l’indipendente Antonio Peluso e Giuseppe Russo (Pd) che già in aula avevano chiesto un rinvio del voto. «Il Consiglio – dicono – ha dato un pessimo spettacolo provando a realizzare l’ennesima lottizzazione, ancora una volta senza tenere conto delle competenze dei candidati». La presidenza del Consiglio, dal canto suo, fa sapere che «le elezioni si sono svolte nel più perfetto rigore e osservanza delle regole». Ma l’elezione ha provocato code polemiche anche nel centrosinistra. Sotto accusa il Partito democratico. «Il Pd – dice Tonino Scala (Sd) – si sveglia una mattina e decide chi deve fare cosa e poi pretende che tutti lo seguano. Se questo è il suo modo di procedere sappia, il Pd, che così salta la coalizione». p.mai.

Il consigliere picchiato: «Seguite la pista politica»

FRANCESCO GRAVETTI
Poggiomarino. È stato ascoltato dai carabinieri Carmelo Rosa (An), il presidente del consiglio comunale che nella tarda serata di giovedì è stato colpito con mazze da baseball mentre era in un bar vicino casa sua. Le forze dell’ordine, coordinate dal maresciallo Salvatore Russo, cercano di ricostruire la dinamica dell’aggressione e di trovare il movente di un gesto così violento. Secondo quanto ha raccontato lo stesso Rosa, in tre, col viso coperto da passamontagna, sono entrati nel caffè di via Piano del Principe, attiguo alla sua abitazione. Appena lo hanno scorto, l’hanno chiamato per nome, lui si è girato e i tre hanno cominciato a colpirlo con le mazze da baseball. Poi sono scappati, rifugiandosi in un’auto guidata da un quarto uomo e correndo a tutto gas verso Terzigno. I pochi avventori del bar hanno soccorso il politico poggiomarinese, che è stato ricoverato all’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno, dove i medici lo hanno tenuto una notte sotto osservazione. Ieri mattina, infatti, Carmelo Rosa ha lasciato la struttura sanitaria, è salito al Comune per salutare il sindaco Vincenzo Vastola e gli altri esponenti della maggioranza e poi si è recato in caserma a raccontare l’episodio ai carabinieri. Nelle prossime ore, i militari potrebbero interrogare anche quelli che erano presenti nel bar al momento dell’aggressione, per cercare di delineare un primo identikit della banda. Sulle ragioni del raid, Carmelo Rosa si dice «confuso, anzi del tutto frastornato» e spiega: «Sono un commerciante di abbigliamento, ho a che fare soprattutto con aziende del Nord e non ho mai avuto dissensi così gravi da giustificare un’aggressione del genere. Resterebbe la politica, che io porto avanti da sempre nel segno della trasparenza e dell’impegno, ma anche in questo caso non saprei indicare le precise ragioni di un accanimento così efferato». Sconcerto anche da parte dell’amministrazione comunale, che però sceglie la linea del silenzio. Nei prossimi giorni potrebbe esserci un vertice di maggioranza per discutere dell’episodio e prendere una posizione ufficiale. Intanto, arrivano i primi commenti degli esponenti della politica locale. L’ex sindaco Roberto Raffaele Giugliano è stato tra i primi a pubblicare su un sito internet «gli auguri di pronta guarigione e ristabilimento», mentre il coordinatore del Pdl-Forza Italia, Giuseppe Salvati, dice: «A Carmelo Rosa va la nostra solidarietà. Siamo fiduciosi nell’operato di carabinieri e magistratura, chiamati a fare chiarezza sulla vicenda». Dice, invece, il capogruppo del Partito democratico Antonio Saporito: «Si tratta di un fatto grave, perché colpisce un rappresentante delle istituzioni quale è il presidente di un consiglio comunale».

Confermato il fermo per il giovane che viaggiava con 850mila euro in auto

MONICA D’AMBROSIO
Giugliano. Convalida di fermo per Domenico Buonaugurio, il 35enne incensurato, bloccato allo svincolo dell’asse mediano in direzione Giugliano, mentre viaggiava con 850mila euro nascosti nel portabagagli della propria Renault Megane. L’accusa per Bonaugurio, è di ricettazione, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi se i finanzieri del comando gruppo di Giugliano, riusciranno a scoprire a chi fossero destinati i soldi e da dove fossero partiti. Un’indagine delicata quella che va avanti in queste ore sotto la guida del tenente colonnello Geremia Guercia e del capitano Michele Ciarla. Banconote da piccolo, medio e grosso taglio, divise in somme varie all’interno di buste di cellophane, sottovuoto. Un espediente al quale talvolta si ricorre per sotterrare il denaro dalla provenienza sospetta, ma questa è solo una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, nonostante sia stata esclusa la possibilità che quel denaro fosse provento di rapine avvenute in zona. È piuttosto il ritrovamento di poche settimane fa di circa un milione di euro nascosto in barattoli di vetro, ad alimentare il sospetto degli investigatori: questo come quel denaro, potrebbe essere stato destinato ad affiliati ai clan della zona: in sostanza, gli stipendi che i boss elargiscono mensilmente ai loro gregari. Ancora, non si esclude che i soldi fossero destinati ad acquistare droga o armi. Si indaga a tutto campo per snellire la lista delle ipotesi e, le dichiarazioni rilasciate da Buonaugurio subito dopo l’arresto, non aiutano gli inquirenti. L’uomo, residente in via Oasi Sacro Cuore, ma originario di Casoria, dove lavora nell’azienda litografa del padre, avrebbe riferito di non sapere a cosa servisse il contante ma di aver avuto il semplice compito di trasportarlo da una zona all’altra, e che avrebbe accettato solo per necessità economica. Buonaugurio, dalla fedina penale illibata, in condizioni economiche disagiate, poteva effettivamente essere l’uomo ideale, l’insospettabile cassiere di un’organizzazione criminale, col compito di trasferire il contante. A chi fosse destinato, è la domanda al centro di un’indagine che già nelle prossime ore potrebbe giungere ad una svolta.

CAIVANO Sfuggì alla cattura dopo una rapina: preso

Antonio Verdone, 24 anni, pregiudicato di Caivano sfuggito alla cattura dopo una rapina a un distributore di benzina di Maddaloni, è stato arrestato dagli agenti di Marcianise.

QUARTO/1 Sventato furto in tre a Poggioreale

Una pattuglia dei carabinieri di Quarto, durante il giro di ronda, ha sventato la scorsa notte un furto ai danni di un supermercato. I militari dell’Arma hanno arrestato tre pregiudicati di Pozzuoli: Massimo Cancedda, 30 anni, Salvatore Licusato, 23 anni e Vincenzo Casillo, 24 anni, trovati in possesso anche di picozze ed altri attrezzi da scasso.

QUARTO/2 Ipercoop, ex dipendente minaccia di darsi fuoco

Momenti di tensione ieri pomeriggio al di fuori della sede dell’Ipercoop del centro commerciale «Quarto Nuovo»: un gruppo di ex dipendenti della sede di Soccavo, in mobilità da alcuni mesi, ha protestato per chiedere di essere riassunto in uno dei centri commerciali a marchio Unicoop ed uno dei manifestanti, dopo essersi cosparso di benzina ha minacciato di darsi fuoco. La calma è tornata all’arrivo dei carabinieri.

Il nubifragio ad Arpino di Casoria: in tilt il sistema fognario

Casoria. Strade allagate, cantinati invasi dalle acque e decine di telefonate di soccorso inviate dai cittadini ai vigili del fuoco: ieri è stata una giornata infernale per gli abitanti della megafrazione Arpino di Casoria. Sono bastate poche ore di pioggia per mandare in tilt il precario sistema fognario. Le caditoie otturate non sono riuscite a fare defluire l’acqua piovana nei tempi giusti e nel giro di una manciata di minuti si è scatenato l’inferno: i commercianti di via Arpino e quelli di via Colasanto in particolare si sono ritrovati con i negozi allagati. Disagi anche su via Nazionale delle Puglie. «È da settimane che abbiamo inoltrato una segnalazione al Comune affinchè si provvedesse alla pulizia delle caditoie, un lavoro che se non viene fatto puntuale ogni anno prima della stagione invernale qui si scatenano puntuali disagi notevoli per commercianti e abitanti dei piani bassi», sottolinea Gennaro Esposito, edicolante. «Ci rendiamo conto – dice il titolare di una macelleria – che il sindaco e la nuova amministrazione hanno ereditato una situazione finanziaria critica ma questi sono interventi che devono avere priorità assoluta per evitare che gli allagamenti possano causare anche danni statici alle abitazioni più vecchie». Dall’ente di piazza Domenico Cirillo la risposta non si è fatta attendere: «Avevamo già predisposto una serie di interventi di pulizie delle caditoie che necessita solo di essere completato nei prossimi giorni». do.ma.

È caccia all’automobilista che investì una 38enne

NELLO MAZZONE
Quarto. È caccia alla Smart che poco dopo le 21 di giovedì ha investito la 38enne Maria Rosaria Catania al Bivio di Quarto, all’incrocio tra via Campana e corso Italia: l’auto-pirata l’ha investita mentre stava per attraversare la strada per rincasare. La Smart non si è fermata, fuggendo verso Qualiano. «Pioveva a dirotto, da poco avevamo finito il turno di lavoro e ci intrattenevamo al di fuori del supermercato per la chiusura – racconta Salvatore Esposito, dipendente del supermercato – Ad un tratto ho sentito un’auto che sgommava ed ho visto una signora che veniva sbalzata in aria. L’auto non si è fermata. Non sono riuscito a prendere il numero di targa per la pioggia battente – Con alcuni colleghi ho soccorso la malcapitata». Il titolare del supermercato ed alcuni dipendenti sono stati i primi a prestarle soccorso. La donna è rimasta cosciente anche durante il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale «Santa Maria delle Grazie» di Pozzuoli, dove i medici hanno ricomposto la frattura della gamba destra. La prognosi è di una decina di giorni. La 38enne se l’è cavata, per fortuna, ma adesso ci si interroga sulla pericolosità di un incrocio e di un’arteria sempre molto trafficata durante le ore d’apertura dei numerosi negozi che vi si affiacciano e che di sera diventa pista per le corse di auto e moto. Un incrocio dove quasi 9 anni fa furono installati i semafori, ma dopo un rodaggio di alcuni mesi una petizione con migliaia di firme di commercianti e residenti ne provocò lo spegnimento. Da allora la segnaletica, semafori ccompresi, è diventata un’inutile appendice ai pali della pubblica illuminazione. Su quell’incrocio, appena 24 ore prima, c’era stato più o meno nel medesimo punto un altro caso di auto-pirata: martedì sera poco prima delle 20 una donna è stata investita, riportando una ferita alla spalla. Su entrambi gli episodi stanno indagando la polizia municipale, guidata dal maggiore Castrese Fruttaldo ed i carabinieri di Quarto, diretti dal maresciallo Antonio Flore, che hanno ascoltato i testimoni dell’incidente alla ricerca di particolari utili alle indagini, per la individuazione del pirata della strada che viaggiava a bordo della Smart.

Blitz al supermarket: sequestrati alimenti destinati ai ristoranti

FRANCESCO FUSCO Castellammare. Continua la lotta dei carabinieri per la tutela alimentare. I militari del Nas di Napoli, insieme con il Nucleo antifrodi carabinieri di Salerno e al personale dell’Asl Na 5, hanno sequestrato ieri mattina 120 chilogrammi di generi alimentari di vario tipo in un supermercato di corso Alcide De Gasperi. La merce, tenuta in cattivo stato di conservazione, era destinata in gran parte a rifornire i ristoranti e i negozi del comprensorio stabiese. In particolare, i militari hanno sequestrato un ingente quantitativo di carne suina e bovina macellata e sistemata accanto a scarti e rifiuti di lavorazione. Sempre nella stessa operazione, i carabinieri hanno posto sotto sequestro della carne in scatola, conserve di pomodori pelati e passati, succhi di frutta, olio di semi e bibite ritrovate in un deposito dello stesso negozio privo di autorizzazione sanitaria. Il legale responsabile dell’attività, un 48enne del luogo, è stato deferito a piede libero all’autorità giudiziaria. L’operazione va inquadrata nell’ambito dei controlli finalizzati alla sicurezza agroalimentare nelle filiere «zootecnica» e «conserviera» disposti dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. I controlli, continueranno per diversi giorni e si estenderanno a salumerie, caseifici, pastifici e altri esercizi commerciali in tutto il comprensorio compreso tra Castellammare, Gragnano e gli altri comuni dei Lattari. Obiettivo: prevenire e impedire che vengano messi in commercio prodotti alimentari scaduti o comunque qualitativamente dannosi per la salute dei consumatori. Nelle ultime settimane del resto l’attività ha già portato a cinque denunce e al sequestro di un panificio abusivo a Sant’Antonio Abate. Un plauso a questa iniziativa è intanto giunto dalle associazioni per i consumatori. «È giusto – dice Terenzio Morgone, responsabile di Dimensione Civica – che le forze dell’ordine facciano il possibile per garantire ai cittadini anche una tranquillità dal punto di vista alimentare. Siamo sicuri che questi controlli troveranno la collaborazione dei commercianti, i quali contribuiranno in maniera fattiva affinché tutto proceda per il meglio».

ERCOLANO/1 Clan Birra, preso affiliato

Arrestato un noto affiliato al clan Birra di Ercolano. Diversi i reati registrati a carico del pregiudicato, perpetrati nel corso degli ultimi anni, per traffico di stupefacenti, ricettazione e furto. A finire in manette è Pasquale Scognamiglio, 26enne residente a Pugliano, raggiunto nella propria abitazione la scorsa mattina, dagli agenti del commissariato di Portici-Ercolano, guidati dal commissario Bruno Mandato. Il giovane, a seguito di un provvedimento del tribunale di Napoli, ritenuto soggetto socialmente pericoloso, è stato internato presso una casa lavoro per due anni.

SAN SEBASTIANO In manette pluripregiudicato

È stato preso mentre parlava con dei pregiudicati: Armando Landini, 50 anni, pericoloso pluripregiudicato vicino alle organizzazione malavitose di Ponticelli, è stato arrestato dalla polizia di San Giorgio. Landini era evaso per la seconda volta dai domiciliari.

BOSCOREALE/1 Settanta dosi di eroina, pusher in cella

Pusher arrestato in flagranza di reato. È accaduto a Boscoreale durante un servizio contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, coordinato dal capitano Luca Toti. In azione i carabinieri della locale caserma che hanno tratto in arresto il 21enne Antonio Soriente, nato a Torre Annunziata ma residente a Terzigno. Nel blitz sono state sequestrate circa 70 dosi di cocaina, per 32 grammi e la somma di 150 euro, ritenuto provento dell’illecita attività.

CASTELLAMMARE/2 In manette sorvegliato speciale

In carcere sorvegliato speciale vicino al clan Imparato, operante al rione Savorito. Si tratta di Paolo Spagnuolo, 40 anni, ritenuto soggetto ad alta pericolosità sociale. L’uomo è stato arrestato perché destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Napoli. A notificare l’atto giudiziario sono stati ieri mattina gli agenti di polizia stabiese guidati dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso.

Sfuggì al blitz, in cella spacciatore latitante

CARMINE ALBORETTI
Torre Annunziata. Aveva trovato rifugio in un appartamento in via Roma ma ieri mattina gli agenti del locale commissariato lo hanno rintracciato e arrestato. La latitanza di Luigi Arcangelo, 24 anni, già noto alle forze dell’ordine, è durata sedici mesi. Deve rispondere del reato di concorso in detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Invano il giovane ha tentato di sottrarsi al provvedimento restrittivo emesso nei suoi confronti dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale oplontino. L’indagine che lo ha portato dietro le sbarre risale all’estate scorsa, quando gli investigatori, coordinati dal primo dirigente Attilio Nappi e all’ispettore Giuseppe Bove, fecero irruzione nella piazza di spaccio che era stata messa su in via Mazzini, nella zona di influenza del clan Gallo Cavaliere. In quella circostanza gli inquirenti riuscirono a filmare con telecamere sofisticate le cessioni di droga effettuate in strada dai pusher. A fronte di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere da eseguire, gli inquirenti riuscirono ad assicurare alla giustizia soltanto cinque indagati. L’ultimo, Arcangelo, riuscì a sottrarsi alla cattura, rendendosi uccel di bosco. Le indagini, comunque, sono andate avanti fino a quando gli investigatori non hanno raccolto elementi sufficienti per risalire al nascondiglio utilizzato dal latitante. Di qui il blitz da parte dei componenti della sezione giudiziaria con l’ausilio delle volanti. Alla vista degli agenti il giovane non ha potuto far altro che arrendersi. Condotto in commissariato per l’espletamento le formalità di rito, Arcangelo è stato successivamente tradotto in carcere in attesa di essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia.

Polizze Rca clonate due denunciati

Polizze in bianco clonate, computer con programma per falsificare documenti e un insospettabile ufficio assicurativo in via Ticino a Mondragone: avevano proprio tutto per contraffare le polizze assicurative per auto Mario Diana, disoccupato di 41 anni, ed Emilio Afragola di 34 anni, denunciati dalla polizia stradale di Mondragone e Caserta. Pesanti i reati per i quali sono stati segnalati all’autorità giudiziaria: falso materiale e ricettazione. I due, secondo la Polstrada, sarebbero inseriti in un contesto criminale dedito alla compilazione e falsificazione dei bollettini di tutte le compagnie di assicurazione nazionali, come l’Ina, l’Assitalia, la Fondiaria, Lloyd Adriatico, la Milano Sara. A coprire l’attività illecita, secondo al Polstrada, ci sarebbe la criminalità locale da cui i due denunciati riceverebbero protezione. L’indagine, coordinata dal dirigente Luigi Marzocchella e dal comandante provinciale Michele Pascarella e che ha portato al sequestro del materiale ritrovato, è partita da una dato di fatto: a Mondragone e a Castelvolturno una polizza su quattro risultava essere falsa. Ieri è scattato il blitz nell’abitazione in via Ticino intestata a Emilio Afragola dove gli agenti hanno trovato, in seguito a una perquisizione, oltre cento tagliandi assicurativi pronti per essere immessi sul mercato, trenta cd custoditi in luoghi impensabili contenenti programmi di compilazione di contratti delle polizze di quasi tutte le compagnie nazionali, un personal computer con una stampante e una pen drive. E ancora: preventivi di autocarrozzerie che certificavano riparazioni di sinistri stradali.

Colpo al distributore, un arresto

Gli agenti del commissariato di Marcianise hanno catturato il responsabile della rapina al distributore Total di Maddaloni, avvenuta alcuni giorni fa. Ieri notte, a seguito delle attività investigative condotte anche con l’ausilio del personale della Scientifica di Marcianise, gli agenti del commissariato hanno infatti intercettato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Antonio Verdone, 24 anni residente a Caivano, pregiudicato per reati contro il patrimonio. Il raid, avvenuto alcuni giorni fa, fu caratterizzato da un rocambolesco inseguimento tra una volante di Marcianise e l’auto dei rapinatori, una Fiat Bravo, nel corso del quale vennero esplosi colpi d’arma da fuoco da parte dei fuggitivi. Il rapinatore, riconosciuto dagli stessi agenti che presero parte all’inseguimento, ieri notte è stato bloccato in Marcianise, senza opporre resistenza. La polizia cerca ora il suo complice, ossia l’autista della Bravo.

MARCIANISE Bellopede, nuovo arresto

I carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno arrestato il 41enne pregiudicato Michele Bellopede, cognato dei capi del clan Belforte di Marcianise. Bellopede ha violato per l’ennesima volta gli obblighi della sorveglianza speciale.

PIEDIMONTE MATESE Clandestino in cella

I carabinieri della compagnia di Piedimonte hanno arrestato un ghanese di 26 anni perché destinatario di un provvedimento di espulsione.

SAN TAMMARO Armi nell’azienda, preso

I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno arrestato a San Tammaro il 44enne pregiudicato Angelo Schiavone, agricoltore: durante una perquisizione nella sua azienda agricola, i militari hanno sequestrato un fucile calibro 12 di provenienza clandestina e 6 cartucce.

Rapina alle Poste preso il falso vigilante

GIULIO SFERRAGATTA
È finito in carcere il rapinatore che, venerdì scorso, con un complice, portò via dalla sede centrale di Poste Italiane in via Largo Porta Napoli, a Capua, centodiecimila euro in contanti. L’uomo, Tommaso Frascogna, 24 anni di Giugliano, che agì travestito da guardia giurata raggirando direttrice e dipendenti dell’ufficio, è stato sorpreso ieri mattina dai carabinieri di Capua all’interno della propria abitazione: concorso in rapina aggravata e porto abusivo di arma da fuoco le accuse. Ma le indagini continuano per il recupero della refurtiva e per l’identificazione del complice, che favorì la fuga del falso vigilante in sella a una moto di grossa cilindrata. Una rapina pianificata nei minimi dettagli anche se i banditi hanno trascurato proprio il particolare più importante: la presenza delle telecamere all’interno e all’esterno del container che ospita provvisoriamente l’ufficio postale. I nastri, visionati dai carabinieri, hanno subito consentito il primo riconoscimento del Frascogna; fu lui, con una divisa del tutto uguale a quella dei vigilanti dell’istituto «Terra di Lavoro», a entrare, alle 7.30, nell’ufficio con le vere guardie di «Lavoro e Giustizia», e ad attendere, chiuso nel bagno, la partenza del loro furgone porta-valori per impossessarsi del denaro, nel frattempo consegnato nelle mani della direttrice.


(Dal quotidiano Il Giornale di Napoli del 15/11/2008)

In tre bloccati dai carabinieri

Doppia operazione dei carabinieri in due zone diverse della città. Il bilanco è di tre arresti operati in flagrante. In via Domenico Cirillo, nel quartiere San Lorenzo, i militari dell’Arma della stazione Borgoloreto hanno assicurato alla giustizia, per detenzione a fini di spaccio di stupefacente, Michele Dionisio, 37 anni, residente in via Oronzio Costa, e Salvatore De Magistris, 21 anni, residente al vico Loffredo, entrambi personaggi già noti alle forze dell’ordine. I due pusher sono stati bloccati mentre spacciavano oltre 13 grammi di marijuana suddivisa in sei confezioni. Durante la perquisizione sono stati sequestrati anche 310 euro, ritenuti provento dell’illecita attività di spaccio. I due spacciatori arrestati, dopo le formalità di rito in caserma, sono stati portati nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. In vico Pergola, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, invece, i carabinieri della compagnia Centro, con il capitano Sauco, hanno catturato Massimo Cerrato, 25 anni, residente in via Alfredo Catalano, anch’egli personaggio già noto alle forze dell’ordine. Il malvivente è stato sorpreso a spacciare due grammi e mezzo di marijuana e un grammo e mezzo di hashish. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

“Piazza” di droga, ammanettati in due

SECONDIGLIANO di Giovanni Cosmo
Gestivano una “piazza” di spaccio tra Secondigliano e Scampia, ina una zona che una volta era sotto lo stretto controllo del clan Di Lauro e che ora è controllata dal clan Amato-Pagano, i famigerati scissionisti del clan Di Lauro. Un droga-shop fornitissimo, soprattutto di crack e cocaina, che ogni giorno veniva “visitato” da centinaia di tossicodipendenti provenienti dalle altre zone della città ma anche della provincia. E proprio questo continuo via vai aveva fatto scattare l’allarme tra gli investigatori della seconda sezione del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, guidati dal maggiore Lorenzo D’Aloia. Gli “007” hanno posto in essere una serie di appostamenti e servizi di osservazione aspettando il momento più opportuno per prendere i due narcos in flagrante. E così è stato. Il blitz è scattato puntuale giovedì scorso e le manette sono scattate ai polsi di Gennaro Lanza di Brolo, 33enne, e di Pasquale Morvillo, 40enne, entrambi personaggi già noti alle forze dell’ordine e residenti in via Arcangelo Ghisleri, nel quartiere di Scampia, roccaforte degli Amato-Pagano. Per i due spacciatori, che durante la perquisizione sono stati trovati in possesso di 56 “bombette” di cocaina e 88 dosi di crack (nella foto), le accuse sono di detenzione a fini di spaccio di stupefacenti. La “roba” se venduta avrebbe procurato ai due narcos degli scissionisti (che non hanno condanne per associazione mafiosa. è bene precisarlo) un guadagno di non meno di duemila euro. Ora sono in corso ulteriori indagini da parte degli investigatori antidroga dell’Arma per capire dove Lanza di Brolo e Morvillo si approvvigionassero di droga e soprattutto sono sulle tracce del “cassiere” della “piazza perché addosso ai due pusher non sono stati trovati soldi.

BORGO SANT’ANTONIO CATTURATO FRANCESCO ASTARITA

Vendeva cd e dvd falsi, preso Continua senza sosta l’azione di contrasto alla pirateria audiovisiva da parte dei carabinieri del comando provinciale di Napoli. Nel Borgo di Sant’Antonio Abate, all’incrocio con vico Lepri, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio, i militari dell’Arma della stazione Arenaccia, hanno arrestato, con l’accusa di violazione della legge a tutela dei diritti d’autore e resistenza a pubblico ufficiale, il 32enne Francesco Astarita, residente in via Porzio, personaggio già noto alle forze dell’ordine. Il malvivente è stato sorpreso a vendere 109 supporti ottici illegalmente duplicati e privi del bollino Siae. Per evitare l’arresto, inoltre, l’uomo ha tentato la fuga aggredendo i militari dell’Arma. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

PONTICELLI DIETRO LE SBARRE ROSARIO BUONOMO

Evade dai domiciliari, in cella Doveva trovarsi nella sua abitazione di via Merola, nel quartiere di Ponticelli, dove era sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari perché responsabile del reato di spaccio di stupefacenti. Ma Rosario Buonomo, 23enne, personaggio già noto alle forze del’ordine, se ne andava tranquillamente in giro incurante della misura di prevenzione alla quale era sottopsito. La sua sfortuna è stata quella di imbattersi in una pattuglia di carabinieri della stazione di Ponticelli. I militari dell’Arma lo hanno riconosciuto e lo hanno fermato per un controllo e dal terminale è emerso che doveva trovarsi nella sua abitazione-prigione. Così per il ventitrenne sono scattate le manette e per lui si sono aperte di nuovo le porte del carcere. Nelle prossime ore sarà sottoposto a giudizio con il rito direttissimo.

MODENA PRESI ENZO E GENNARO DI GENNARO

Furto e tentata rapina, in cella Erano stati individuati dopo una serie di accertamenti e per questo sono finiti in galera per l’accusa di furto e tentata rapina. Si tratta di fratelli napoletani in “trasferta” a Modena. I due sono Enzo e Gennaro Di Gennaro e sono difesi dall’avvocato Angelo Manganella. I due adesso sono in carcere e sperano di uscire presto grazie ad una istanza presentata al Riesame. Ci sarebbero, secondo la difesa, dei margini per ottenere una scarcerazione. Non è certo la prima volta che i napoletani vengono arrestati fuori città per aver commesso reati. Non solo spaccio di droga, soprattutto nella Riviera Romagnola, ma anche rapine, scippi e truffe con carte di credito clonate con skinner “taroccati”.

«Ad uccidere Esposito sono stati i secondiglianesi»

Giovanna Esposito fu assassinata nel novembre del 1983. Quindici anni dopo a Giuseppe Misso “’o nasone” gli fu notificata l’ordinanza di custodia cautelare come presunto mandate dell’omicidio. Dopo 25 anni il giallo è ancora al punto d’inizio. Ieri il pubblico ministero della Dda Giuseppe Narducci ha chiesto di ascoltare in videoconfenza Salvatore Torino e Gennaro Panzuto, il primo ex boss della Sanità e nemico della famiglia Misso, il secondo killer e suo affiliato. Hanno raccontato ciò che si ricordavano del delitto e quello che avevano saputo. E le due versioni dei fatti sono contrastanti in maniera netta. Il primo, Torino, accusa Misso e Gennaro Quarto, come esecutore materiale. Il secondo chiama in causa i Giuliano e anche lui indica Gennaro Quarto come esecutore. Prima di loro ha poi parlato Giuseppe Misso “’o nasone”: «Io non ho mai conosciuto quella donna. L’ho conosciuta solo quando mi è arrivata in carcere l’ordinanza. Di quel delitto ho sempre pensato che fossero stati i secondiglianesi perché la casa di Giovanna Esposito la frequentava la gente di Secondigliano e lei potrebbe essere stata testimone scomoda di qualche reato». Salvatore Torino ha invece detto di aver saputo che l’omicidio era stato voluto da Misso e a commetterlo era stato Gennaro Quarto. Tutto sarebbe nato da una lite tra Assunta Sarno e Giovanna Esposito. Ci sarebbe stato un incontro a tre: Quarto, Giuliano e Misso. I due boss si sarebbero chiusi in una stanza e non sa chi avrebbe deciso della fine della donna e chi avrebbe dato il mandato omicidiario, ma che la pistola a Quarto l’avrebbe consegnata Misso. Gennaro Panzuto parla di un summit a casa di Torino prima della faida con i Misso. Si presentò Quarto e raccontò che i nipoti di Misso lo avrebbero ammazzato se non si fosse consegnato e avrebbe confessato di essere l’autore dell’omicidio. Torino avrebbe detto a Panzuto che Quarto avrebbe avuto l’ordine da Luigi Giuliano e che Misso non c’entrava nulla.

Investì e uccise un poliziotto, ai domiciliari Concetta Musella

PIANURA di Giovanni Cosmo È durata poco meno di 24 ore la carcerazione di Concetta Musella, la 35enne di Pianura arrestata all’alba di mercoledì scorso dalla polizia stradale per aver investito e ucciso, domenica notte, l’ispettore capo della Stradale Rosario Tornese. Il gip ha convalidato l’arresto con le accuse di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga, ma le ha concesso gli arresti domiciliari. La donna, difesa dall’avvocato Angelo Manganella, durante l’interrogatorio ha detto di essere dispiaciuta per aver provocato la morte del poliziotto. «Non mi ero accorta di quello che avevo fatto -ha detto Musella al magistrato -. Non potevo andare avanti con questo peso sulla coscienza e quando gli agenti sono venuti da me ho confessato tutto». Concetta Musella, moglie del boss casalese Luigi Ferrillo, arrestato a luglio, ha un solo precedente penale sul groppone. Una rapina commessa quando aveva 18 anni. Ora è di nuovo nella sua abitazione di via Tosca a Pianura. Lì aspetterà l’eventuale processo per la morte dell’ispettore Tornese. I colleghi del 51enne ucciso dal furgone-pirata guidato da Musella hanno lavorato giorno e notte, senza mai finire il turno di lavoro, per assicurare alla giustizia il guidatore del mezzo. Gli uomini del sostituto commissario Papa sono arrivati all’alba di mercoledì scorso nel cortile dello stabile di via Tosca, dove abita la Musella, e lì, in una sorta di box, hanno trovato il furgone parcheggiato, che sul lato anteriore destro presentava ancora i segni dell’impatto mortale con il corpo del povero Tornese, il finestrino destro era coperto da un telo. Non è ancora chiaro perché la donna non si sia fermata dopo l’impatto, forse nel furgone trasportava qualcosa che “scottava”, visto che è la moglie di un camorrista. Gli investigatori hanno visionato una serie di filmati, effettuati dalle telecamere di sicurezza per risalire al Nissan Trade guidato dalla 35enne.

Il Comune non ripara la strada, il nuovo parco chiuso da un anno

Ci dovrebbe essere già una folla di bambini che vanno in bicicletta, di anziani radunati sul campetto di bocce o di mamme che portano a prendere una boccata d’ossigeno i propri bambini. In realtà nella villetta comunale di via dell’Abbondanza (nella foto), nel cuore di Marianella, c’è solo desolazione e abbandono. I giochi riservati ai più piccoli sistemati laddove un tempo regnava il degrado appaiono deserti e chissà per quanto ancora la scena non cambierà. Pronto da quasi un anno, il parco non apre. C’è bisogno di mettere a punto gli ultimi accorgimenti, ma a bloccare l’inaugurazione sono soprattutto le condizioni in cui versa la strada esterna. Un lembo d’asfalto trasformato in una pista ad alta velocità, specialmente nelle ore serali, a ridosso delle case popolari e del 71° circolo didattico. Il maltempo degli ultimi giorni ha frenato le spericolate corse su due ruote, ma basterà che torni a splendere il sole perché l’arteria appaia di nuovo come un micidiale circuito. Antonio Iovine, presidente dell’associazione “Libera e solidale” sta portando avanti insieme al consigliere alleantino della VIII Municipalità, Alfredo Palumbo, una battaglia per mettere in sicurezza la carreggiata, spesso teatro di gravi incidenti. «L’area verde – spiega Iovine – non può aprire se prima gli uffici competenti non si preoccupano di porre in atto le misure necessarie per tutelare l’incolumità dei passanti, dei potenziali frequentatori della villetta e dei piccoli studenti della vicina scuola elementare». L’idea dei promotori della mobilitazione va nella direzione di installare almeno una serie di dissuasori di velocità a ridosso del parco. «Nelle fasce di punta – aggiunge Iovine – i pedoni sono esposti a pesanti rischi destinati ad aumentare quando, con l’apertura della villetta, la zona si affollerà ancor di più di giovani centauri». Centinaia le firme raccolte per collocare i dossi in una delle strade a maggior scorrimento veloce del rione a nord di Napoli. Insomma il percorso della riqualificazione si presenta tutto in salita con oltre cinquecento famiglie che vogliono sì la villetta ma a condizione che il suo perimetro sia privo di pericoli. Sullo stato attuale del parco va giù duro il rappresentante del centrodestra: «In attesa del taglio del nastro è venuto meno qualsiasi intervento di manutenzione, lasciando che al suo interno crescessero a dismisure le erbacce e proliferassero topi e insetti». Palumbo ha inoltre presentato un’interrogazione al sindaco Rosa Russo Iervolino e all’assessore all’Ambiente, Gennaro Nasti, per fare chiarezza sull’incuria che ha travolto il parco «frutto – evidenzia – di una notevole spesa – e conoscere quando finalmente potrà essere aperto». Luca Saulino

Madre, discoteche in rivolta

IL MUSEO di Andrea Acampa
Le chiamano Madrenalina, in un connubio tra Madre ed adrenalina, sono le effervescenti serate realizzate il giovedì nel Museo d’arte contemporanea di via Settembrini. Feste che attirano centinaia di giovani e, da tempo, sono finite nel mirino del comando provinciale della polizia municipale guidato da Luigi Sementa e degli uomini della Guardia di Finanza. È tarda notte tra i vicoli a ridosso di largo Donnaregina, il continuo via vai di giovani che entra nello storico palazzo attira le ire dei vicini. Così anche giovedì notte, poco dopo le 11, tra auto che sfrecciano in cerca di un parcheggio e chi abbandona la propria auto sul marciapiedi la serata si anima. Dodici euro per entrare più qualche altro euro per pagare il guardaroba e l’immancabile parcheggiatore abusivo e la visita può avere inizio. A dire il vero sono pochissimi i clienti che si soffermano nel fare la visita del Museo, la maggior parte si concentra al primo piano tra i due bar nell’area riservata alle serate evento con tanto di dj e luci stroboscopiche. Madrenalina da qualche settimana ha spento la prima candelina e desta già sospetti, incute timori. «Le regole devono essere valide per tutti – afferma Enzo De Pompeis, presidente dell’associazione locali da ballo della Campania e membro della commissione comunale di vigilanza per i pubblici spettacoli. Se i locali vengono sottoposti a controlli severi anche il Madre deve chiarire la propria posizione. Il luogo dove vengono organizzate queste “serate-evento” deve essere ben definito, devono essere indicati i metri quadri, ben delimitata l’area e le vie di fuga. Inoltre, se si superano le 200 persone deve essere chiamata in causa la Commissione ed io personalmente non sono mai stato contattato da nessuno. Se chi si occupa della gestione in futuro ci chiamerà andrò con piacere, ma sono fermamente convinto che se c’è una legge va rispettata e fatta rispettare». De Pompeis, primo membro partenopeo del comitato Nazionale per il locali da ballo ci tiene a precisare che non è contrario a priori al realizzare serate nei Musei. «Va anche detto però che chi investe i propri soldi in questo settore deve rispettare le regole. Ancor di più deve farlo il Madre dato che è finanziato con soldi pubblici. Sono fiducioso nel lavoro dei vigili e della magistratura che valuterà attentamente lo stato di queste serate ». Non bastano gli esempi illustri del Centre Pompidou di Parigi o del Moma di New York. Il dito resta puntato, dunque, sull’integrità di quelli che sono chiamati ad essere gli spazi culturali o le strutture che rappresentano la storia della città, sull’assetto organizzativo del museo e sulla possibilità di organizzare kermesse, talvolta private, con tanto di cene, alcolici e super-alcolici. Con la pioggia il Madre, che accoglie fino a 1.400 persone, è costretto a rinunciare ai due ampi cortili interni. Questo non sembra spaventare gli ospiti, 600 giovedì scorso, che ballano a ritmo di musica concentrandosi in un numero ridotto di stanze dove vengono proiettati video e serviti cocktail. «Molti cittadini – dice Modestino Caso, consigliere della quarta Municipalità – si sono lamentati del continuo caos e delle auto che parcheggiano in doppia e tripla fila. Mi è stato riferito, infatti, di ragazzi che fanno confusione ed anche di qualcuno che esce ubriaco dalle sale. Queste serate sembra che poco abbiano a che fare con l’arte e molto con il business. Se la funzione è quella di Museo perché svilirla? Ci sono musei, invece, che andrebbero valorizzati di più come il Museo Filangieri. È incredibile che ci sono lavoratori che non vengono pagati da due anni e non c’è un idoneo impianto antifurto mentre al Madre piovono finanziamenti».

Auto si ribalta a Poggioreale, donna salvata da vigilante

Incidente in via Nuova Poggioreale, automobilista in gonnella salvata da un vigilante. Erano all’incirca le 9.30, quando una donna di 45 anni alla guida di una Toyota Yaris è andata a impattare contro lo spartitraffico all’altezza del carcere di Poggioreale. A causa della pioggia battente di ieri mattina, la malcapitata ha perso il controllo del veicolo ed è finita contro il serpentone che divide in due la carreggiata, all’altezza del civico 277. L’impatto è stato talmente violento che la poverina si è ritrovata capovolta col veicolo di cui era alla guida. Rimasta “intrappolata” nel volante, la 45enne ha chiesto aiuto ai passanti e agli altri automobilisti che erano accorsi subito dopo l’urto. Ma nessuna delle persone sopraggiunte sul luogo dell’incidente è stata in grado di divincolare la donna. Soltanto il tempestivo intervento di Giuseppe Alviti, presidente nazionale delle Guardie Giurate ha fatto sì che la poverina venisse tratta fuori dall’abitacolo sana e salva. Dopo aver rassicurato la signora, il vigilante ha tentato di aiutarla a divincolarsi dal volante in cui era rimasta incastrata. Ma c’è stato bisogno dell’intervento dei vigili del fuoco per portare a termine quella che inizialmente sembrava una “missione impossibile”. “Ho fatto del mio meglio – racconta Alviti – per tranquillizzare la donna, che era terrorizzata. Ma ho fatto solo il mio dovere, che è quello di aiutare la gente che si trova in difficoltà”. Giunti sul posto, i pompieri, cui era arrivata la segnalazione di Alviti, hanno liberato la donna dall’auto. Dopo di che la vittima è stata trasportata al pronto soccorso del Loreto Mare, dove i medici le hanno diagnosticato ferite lacero-contuse su varie parti del corpo, giudicate guaribili in 10 giorni. Per la poveretta per fortuna, solo tanto spavento. Anche se resta la preoccupazione di residenti e commercianti della zona per la pericolosità del manto stradale in via Nuova Poggioreale. Per la precisione, nel tratto dove sono in corso da alcuni mesi i lavori di riqualificazione per la nuova linea tramviaria, in via Nuova Poggioreale, a partire dall’incrocio con piazza Nazionale. Non sono sporadici, infatti, gli incidenti automobilistici in questa zona. giucov

Blitz al Vomero, multe a negozianti e automobilisti

Con l’istituzione dell’isola pedonale al Vomero è partita anche una task force dei vigili urbani per controllare tutta l’area che circonda la zona dove non passano più le auto. E anche ieri gli uomini del comandante Luigi Sementa sono entrati in azione con una raffica di multe. Tra via Vaccaro e via Preti sono stati elevati 48 verbali per varie modalità di sosta vietata, portati via due autoveicoli con carri gru, ritirato un falso permesso per invalidi e fermato un parcheggiatore abusivo sorpreso a svolgere tale illecita attività. Nella zona compresa tra via Aniello Falcone e via Belvedere sono stati presi di mira anche i commercianti che sono stati denunciati per occupazione abusiva di suolo pubblico, in particolare due esercizi commerciali di ortofrutta e genepesca, che avevano installato, senza averne titolo, tende dell’ampiezza di 15 e 30 metri quadrati, e altri quattro esercizi commerciali (fioraio, pescheria e ortofrutta) che con pensili e cassette avevano occupato il marciapiede impedendo il passaggio ai pedoni. Gli agenti sono stati, inoltre, impegnati in compiti di viabilità in via Luca Giordano, via Scarlatti e nelle strade adiacenti per il rispetto del dispositivo previsto per la Ztl. In via Stanzione, via Solimena, via Carelli, via Cilea, via Antignano e Piazza Medaglie d’oro, sono state elevate altre 89 multe, di cui 70 per varie modalità di sosta vietata ed il restante per ulteriori violazioni al Codice della Strada (mancato uso del casco protettivo, uso del telefonino durante la marcia, occupazione abusiva di suolo pubblico). Infine, nell’ ambito della stessa operazione, sono stati sequestrati 100 compact disk contraffatti e due chilogrammi di sigarette di contrabbando. Sul fronte della viabilità, da segnalare che in mattinata in zona Poggioreale, all’ altezza dell’ incrocio Macello-Miraglia, un gruppo di disoccupati organizzati ha attuato per circa un’ora un blocco stradale che ha determinato traffico intenso in tutta la zona. Michele Paoletti

Soldi falsi spesi in Germania
In arresto falsario 58enne

CASORIA. Su ordine della magistratura di Stoccarda in Germania, Pasquale Bottiglieri di 58 anni residente in via Volturno, è stato tratto in arresto dai carabinieri in forza alla compagnia di Casoria agli ordini del maggiore Paolo Cambieri e del tenente Luigi Lubello, per aver introdotto e speso banconote false. Un mandato di cattura europeo concretizzatosi ieri mattina, quando i militari dell’Arma lo hanno prelevato presso la propria abitazione per condurlo alla casa circondariale di Poggioreale. Pasquale Bottiglieri, volto già noto alle forze dell’ordine, ha pensato di spendere altrove le banconote false con la speranza di non essere beccato. Non aveva fatto i conti con il fatto che sulle sue tracce erano già gli investigatori sia tedeschi che italiani. Che hanno posto subito fine alla sua carriera di falsario. Un losco giro d’affari che probabilmente andava avanti da qualche tempo, fino a quando però per il 58enne non è giunta ”la condanna”. Assicurato alle maglie della giustizia ora è rinchiuso nell’istituto penitenziario di Poggioreale. Giovanna Scarano

ERCOLANO
Aggravamento pena, arrestato uno dei Birra
ERCOLANO. È destinatario di un provvedimento di aggravamento della
pena, finisce in cella un uomo del clan Birra. La polizia ha arrestato
Pasquale Scognamiglio, che sarà rinchiuso in una casa di lavoro per i
prossimi due anni.

CAIVANO
Sparò durante la rapina, in trappola
CAIVANO. Un pregiudicato di Caivano, Antonio Verdone, di 24 anni,
che nei giorni scorsi riuscì a sfuggire alla cattura dopo una rapina a
un distributore di benzina di Maddaloni (Caserta), è stato arrestato da
agenti del commissariato di polizia di Marcianise. Verdone, dopo il colpo
riuscì far perdere le proprie tracce, nelle campagne di Caivano, insieme
con un complice a bordo di una Fiat Bravo e sparò anche alcuni
colpi di pistola contro l’equipaggio di una ”volante”’ della polizia,
che tentò di fermarli.

QUALIANO
Aggrediscono automobilista: tre fermati
QUALIANO. Avevano rapinato un automobilista, bloccati a Qualiano
dai carabinieri della locale stazione. Tre i fermati: si tratta di Antonio
Guercia di 20 anni, Vittorio Aristarco di 20 anni e Marco Iovine di 18
anni, tutti del luogo. I carabinieri hanno sorpreso in via Orazio Guercia
in sella ad uno scooter, Aristarco a bordo di una Lancia Y e Iovine
alla guida di una Suzuky Swift appena rapinata a Giugliano. Alla vista
dei carabinieri i malviventi hanno tentato la fuga ma sono stati subito
bloccati. I primi due sono stati riconosciuti dalla vittima della rapina.
L’autovettura è stata restituita.

TORRE DEL GRECO
”Gigi & Ross” alla Taverna di Efesto
TORRE DEL GRECO. Il ”grande” cabaret sbarca alla Taverna di Efesto.
Questa sera, nel noto locale di via Boccea, ospiti d’onore “Gigi &
Ross”, il duo cabarettistico consacrato dalla trasmissione Zelig in onda
sulla rete ammiraglia di Mediaset. È su di loro che i patron del ”ritrovo”
di Torre del Greco hanno scelto di puntare per un sabato sera all’insegna
del divertimento assicurato, e, stando a vendere le performance
televisive della coppia di mattatori, le risate sono assicurate.
Divertimento assicurato, sì, ma anche tanta musica. Dopo lo spettacolo
dal vivo, la “Taverna di Efesto” cambia pelle: da salotto della comicità
diventa discoteca. E allora via piatti, stoviglie e bicchieri, ci
scatena sui robusti tavoli in legno al ritmo dei pezzi più gettonati del
momento della commercial-house. Il tutto accompagnato dalla possibilità
per gli ospiti di gustare piatti tipici della tradizione napoletana
e di assaggiare i colorati cocktail preparati dai barman della Taverna
(info: 3388414476).

TORRE ANNUNZIATA
La Voce della Provincia compie 40 anni
TORRE ANNUNZIATA. La Voce della Provincia, il periodico di Torre
Annunziata fondato e diretto da Pasquale d’Amelio festeggerà lunedì
al teatro dell’istituto Mazzarello con uno spettacolo cui prenderanno
parte noti personaggi del mondo artistico, il quarantesimo anno di Fondazione.
la Voce della Provincia ha, nel corso di questi quaranta anni
«battezzato numerosi giornalisti poi affermatisi a livello nazionale su
importanti testate».
La manifestazione sarà preceduta da una sfilata, sul corso principale
di Torre Annunziata, della banda musicale Città di Sant’Arcangelo e dalla
deposizione di una corona di alloro al monumento ai Caduti.
Saranno presenti, tra gli altri, autorità civili, parlamentari e autorità
militari.

CASTELLAMMARE DI STABIA
Lavoro e formazione: al via 10 bandi
CASTELLAMMARE DI STABIA. Lavoro e formazione: lunedì ci sarà la
conferenza stampa per presentare i 10 bandi per la selezione di disoccupati
che parteciperanno a corsi di formazione, tesi all’assunzione.
Alla conferenza stampa partecipano l’assessore al Lavoro Mariella
Parmendola e il sindaco Salvatore Vozza, Michele Serrapica sindaco
di Gragnano, Francesco Cascone sindaco di Santa Maria la Carità e
Leopoldo Spedaliere amministratore delegato di Tess-Costa del Vesuvio.
L’appuntamento è alle 10 presso Palazzo Farnese.

POZZUOLI
Tribunale e commercio, incontro al Comune
POZZUOLI. Martedì alle 11,30 al gruppo consiliare del Pd nella sede
del Comune di Pozzuoli in via Tito Livio 2 si terrà una conferenza stampa
dei gruppi consiliari dell’opposizione. I temi che si affronteranno
sono i seguenti: sistemazione del Tribunale di Pozzuoli; commercio cittadino;
dimensionamento scolastico. Alla conferenza interverranno i
consiglieri del Partito Democratico, il consigliere di Italia dei Valori, il
consigliere dei Verdi – Sinistra l’Arcobaleno e i segretari dei partiti.

Vigilantes sventano furto nella jeanseria, ladri in fuga

CASALNUOVO. Vigilantes della “Mercurio”, sventano un furto in un negozio di abbigliamento a Casalnuovo. Malviventi in fuga senza il bottino. I ladri sono entrati in azione giovedì notte, intorno alle 3,30, prendendo di mira la jaeanseria Gi.Va. in via Vernicchi. Favoriti dalle tenebre i balordi, probabilmente muniti di arnesi atti allo scasso, hanno provato a forzare la serratura della saracinesca che apre l’accesso all’interno del negozio. Ma mai, è il caso di dirlo vista la sicurezza ”ostentata”, i ladruncoli, immaginavano che di li a poco sarebbe transitata di li una pattuglia della Mercurio, la società di vigilanza che, in ambito territoriale, si occupa del controllo diurno e notturno, della sicurezza dei locali commerciali. Nel giro di pochi istanti infatti, avvisati probabilmente da un “palo”, o forse semplicemente per aver visto arrivare i metronotte, i malfattori si sono immediatamente dati alla fuga, non riuscendo nemmeno a terminare la loro opera. Sul posto, infatti, i vigilanti non hanno rinvenuto nulla. A quanto pare, fortuna ha voluto, che i danni si siano fermati a quello. Il tempestivo intervento dei vigilanti, ha fatto dileguare i ladri ancor prima che riuscissero ad impossessarsi anche solo di un centesimo, con grande piacere del titolare che, già in passato, è stato vittima di furti che, purtroppo, a suo tempo, presero un’altra piega. Difatti, solo un anno fa, il giorno stesso dell’inaugurazione, balordi svaligiarono completamente il negozio, lasciando clienti e proprietario a mani, ma soprattutto a “scaffali vuoti”. Lucia Allocca

Una Risposta a “Altre news dai quotidiani di oggi 15-11-2008”

  1. manuela83 detto

    SENZA PAROLE!DOPO QUESTI TITOLI STANOTTE AVRò GLI INCUBI……RAGAZZI ARMATEVI SE POTETE.ARMIAMOCI TUTTI.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>