Proiettile ai vigili: basta legalità o morirete
Pubblicato da SdG su 16 Maggio 2009
Articolo da Il Mattino di Napoli del 16/05/2009
Autore dell’articolo: PAOLO BARBUTO
Una busta contenente una cartuccia è stata ricevuta ieri mattina dalla sesta unità operativa della polizia municipale. Era indirizzata al reggente della sezione, il tenente Gaetano Frattini, e conteneva un messaggio con esplicite minacce di morte sia per lo stesso tenente che per il comandante del corpo, il generale Luigi Sementa. La busta è arrivata assieme alla posta ordinaria ieri mattina. Il nome del destinatario e l’indirizzo erano scritti con un normografo e questo particolare ha insospettito il tenente Frattini che, prima ancora di aprire la missiva ha capito, al tatto, qual era il contenuto. La sezione Chiaia ha immediatamente avvisato il comando e la busta è stata portata dallo stesso tenente Frattini in via De Giaxa. È stato il comandante Sementa ad aprirla e a scoprirne il contenuto. Sul foglio di accompagnamento era scritto, con lo stesso normografo usato per la busta, un breve messaggio che leggete, in originale, nella fotografia qui a destra; «St… basta con legalità e trasferimenti sei morto tu e Sementa».
La cartuccia infilata nella busta è dello stesso calibro (9×21) di quelle in dotazione agli uomini della polizia municipale. Questo particolare, unito al riferimento ai trasferimenti, ha indirizzato immediatamente le indagini verso uno o più vigili urbani scontenti della svolta che il generale Sementa sta imprimendo al corpo di polizia municipale. Il fatto che la lettera sia stata inviata alla sezione Chiaia ha fatto accendere, in particolare, i riflettori sui quattordici uomini e donne che sono stati trasferiti da Chiaia con l’avvento del nuovo comandante Lettera, busta e proiettile sono stati consegnati alla polizia scientifica per i rilievi: se sono state lasciate impronte verranno scoperte. Nel frattempo è la stessa polizia municipale ad indagare sulla vicenda. Anche se i sospetti sono concentrati su persone interne al corpo, non si escludono altre piste. Negli ultimi giorni i vigili sono stati protagonisti di un blitz ai quartieri spagnoli, ad esempio. E un’altra operazione conclusa con la consegna di un minore ad un centro di accoglienza, ha scatenato violente reazioni che hanno portato al pestaggio della nuora di uno dei vigili impegnati nella missione. L’assessore comunale alla legalità, Luigi Scotti, e l’assessore al personale, Enrica Ammaturo, in un comunicato congiunto hanno espresso solidarietà ai due destinatari del messaggio minatorio: «Le minacce di morte ricevute dal tenente Frattini e dal comandante Sementa non faranno arretrare nemmeno di un passo l’impegno della polizia municipale e di tutta l’amministrazione comunale di Napoli nella battaglia quotidiana per la legalità». Anche Lorenzo Mazzoli e Luigi Savio, segretario nazionale e provinciale della Cgil funzione pubblica, hanno espresso solidarietà: «Questo gravissimo episodio d’intimidazione camorristica non può che ulteriormente dimostrare il livello dello scontro tra quanti lottano per liberare questa città dalla illegalità e dal malcostume e quanti, invece, in questi anni vi hanno sguazzato. Ai due ufficiali va la nostra totale vicinanza». Il tenente Frattini, destinatario della lettera minatoria, dopo aver consegnato il materiale alla scientifica ha spiegato: «Da vent’anni mi batto per la legalità in questa città. Non mi fermerò. Spero solo che i sospetti sui colleghi siano infondati. Mi farebbe male pensare che una persona che indossa la mia stessa divisa, possa aver messo in atto un gesto così assurdo».
Sementa: «Sono uomini in divisa e mandano messaggi da camorristi»
Una cartuccia ricevuta a dicembre, un’altra giunta ieri tramite la sezione Chiaia: il comandante Sementa colleziona minacce: «Ma non mi fermo e vado avanti con il mio progetto che segue un duplice binario. Un cambiamento radicale all’interno del corpo e una svolta verso la legalità per la città». Perché è convinto che questa minaccia sia venuta dall’interno? «Il messaggio è chiaro. Parla di trasferimenti: si tratta di una vicenda che riguarda solo i vigili. Chi altri si prenderebbe la briga di fare minacce per fermare lo spostamento di un agente o di un ufficiale?». La battaglia interna al corpo è nota. Contro di lei ci sono stai scioperi e manifestazioni… «Lo so. Seguo le vicende sindacali della polizia municipale. Naturalmente ho la mia idea: a me sembra che stia protestando solo chi ha perduto potere. E mi riferisco al potere che qualcuno pensava di poter imporre solo grazie a una posizione di vertice sindacale». Si spieghi meglio. «Al mio arrivo c’era chi pensava di poter entrare nel mio ufficio e, minacciando scioperi o rivendicazioni, poter decidere la gestione del corpo. Per queste persone la mia porta è sempre rimasta chiusa». Comandante, non starà mica confondendo le rivendicazioni sindacali con i messaggi di morte? «Non l’ho mai pensato. Questa vicenda della cartuccia nella busta non può essere avvicinata alle rivendicazioni sindacali, giuste o sbagliate che siano». E allora da chi viene la minaccia? «Se lo sapessi non starei qui a parlare, andrei a prenderlo…». Ma un sospetto ce l’ha? «Si, ma un sospetto non conta nulla. abbiamo bisogno di verifiche e di certezze». Come procederete? «Ci troviamo di fronte a un messaggio mandato in stile malavitoso, camorristico. Purtroppo nel corpo c’è qualcuno che è vicino a certi ambienti». Sta dicendo che nella municipale c’è la camorra? «Se fosse così avrei già denunciato tutto. Me la cavo con un esempio: se un parente di un vigile sposa una donna vicina alla camorra, non c’è nessun reato, ma l’avvicinamento a quel mondo si è creato». pa. bar.